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Gaetano Guglielmetti - Scultore-Intagliatore

Ultima modifica 14 aprile 2022

Gaetano Guglielmetti (nato a Sarmato nel 1822 e deceduto a Piacenza nel 1893) risulta dalle notizie storiche raccolte far spicco fra gli Intagliatori-Scultori piacentini oltre che per le sue qualità, come si può vedere nelle sue opere,davvero eccellenti, per il suo magistero al Gazzola (dal 1866 al 1893) dove anch’egli aveva studiato (ma s’era poi perfezionato a Milano con il Ripamonti, famoso scultore in legno). Al museo Civico di Piacenza sono conservate quattro sue cornici (quelle delle miniature del Quaglia e dei ritratti del Conte di Parma – del Toncini – del generale Felice Gazzola e di Vittorio Emanuele II del Pallinari) che documentano la sua raffinata abilità nel trattare con estrema grazia il legno nel gusto neobarocchetto molto in voga, a Piacenza, tra il 1850 e il 1880. E’ suo il Pulpito ligneo della chiesa maggiore di Sarmato, realizzato con consumata abilità nelle figure, unica opera presente nel suo paese natale. Tale pulpito era originariamente, prima del crollo della navata centrale della chiesa (anno 1963), collocato nella sua interezza , sulla penultima colonna di sinistra della navata, prima dell’abside, come testimoniano vecchie fotografie; attualmente per le parti restanti, in quanto a seguito di tale crollo fu rimosso subendo sfortunati rimaneggiamenti, è ubicato a lato dell’altare maggiore. Nella parte ripristinata, composta da un pannello che serve da parapetto, a forma semicircolare, molto probabilmente la parte centrale dei tre pannelli squadrati che formavano la tribuna, è collegato alla base da un basamento e una cimasa di modanature di coronamento. Alle due estremità laterali volute decorative intagliate con motivi floreali e foglie. Su tale pannello in legno, al centro vi sono scolpite due figure raffiguranti un leone e un bue alati (simboli questi rispettivamente degli evangelisti Marco e Matteo), mentre sul leggio vi è sempre scolpita un’aquila (simbolo dell’evangelista Giovanni), manca il quarto simbolo, l’angelo dell’evangelista Luca, evidentemente oggi disperso come il resto del pulpito che era sormontato da un baldacchino e sostenuto da lesene in legno sagomate intagliate a motivo vegetale, con scala a chiocciola d’accesso. Suoi sono pure le logge del teatro Filodrammatico e il pulpito della Collegiata di Cortemaggiore. Inoltre il Guglielmetti risulta essere stato insegnante al Gazzola ed avere avuto allievi dei giovani artisti piacentini gli scultori Oreste Labò (Piacenza 1865 – Milano 1929), Alessandro Moretti (Biella 1870 – Stoccolma 1950) e Fedele Toscani (Farini d’Olmo 1877 – Piacenza 1906) divenuti in seguito validi e famosi scultori di cui si trovano le memorie e le opere realizzate nella ''Storia di Piacenza dell’800'' i quali si affermarono in varie città, oltre Piacenza.


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